• Angela Iantosca

"I bambini fanno grandi sogni"

C’è una cosa che ho imparato frequentando i più piccoli (in realtà più di una!): non c’è un argomento di cui non si può parlare, non ci sono temi tabù, non esiste un tempo giusto, non esistono limiti, confini oltre i quali non si può andare. Come non esiste il pudore o la vergogna. Ma c’è anche un’altra cosa importante che ho imparato: non ha senso inserirli dentro delle inutili categorie, perché con i lori poteri speciali vi dimostreranno che non potete ingabbiarli mai. Perché loro sapranno sorprendervi o anche tirarvi fuori d’impaccio proprio quando voi starete affannosamente cercando le parole giuste per spiegargli qualcosa… perché la verità è che siamo noi ‘grandi’ ad aver più bisogno di appigli e certezze per affrontare il mondo. Mentre loro sono semplicemente in esplorazione senza filtri… Motivo per cui si può – anzi si deve – cominciare a parlare di ecologia e cittadinanza attiva ai piccolini fin dalla più tenera età. Attraverso il gioco, attraverso le parole degli adulti, attraverso i gesti, i silenzi, le scelte quotidiane. E anche attraverso i libri.

Come quello di Carolina Victoria Benvenga, volto noto della Rai che ha esordito in questi giorni con un libro edito dalle Paoline “Il sogno di Simone”.



Che cosa significa per i bambini la cittadinanza attiva?

«I bambini devono crescere con la consapevolezza di avere un ruolo principale e attivo all’interno della società e della natura. Questo può accadere solo se noi gli forniamo gli strumenti necessari affinché comprendano l’importanza della collaborazione collettiva. Insieme a Simone è proprio questo ciò che cerchiamo di trasmettere».

Dai ragazzi è partita la rivoluzione grazie a Greta: che cosa rappresenta per i più piccoli il riciclo?

«Dovrei essere un bambino per rispondere esattamente a questa domanda, molti non ne capirebbero il significato, altri risponderebbero per imitazione. In pochi ne hanno consapevolezza fino almeno alle elementari, da quel momento in poi inizia per alcuni un percorso di responsabilizzazione diretta ed in diretta nei confronti dell’ambiente che li circonda. Credo sia importante sostenerli e supportarli al meglio, soprattutto in questo momento di creazione della propria identità come singoli e come parte integrante della collettività».

Come possono i genitori spiegare tutto questo ai figli, imparando loro stessi per primi?

«Se non siamo noi adulti a spiegare loro cosa rappresenta, non possono saperlo. Credo che l’approccio migliore con i piccoli sia proporlo sotto forma di gioco, con delle gratificazioni (non materiali) nel momento in cui prestano attenzione a questo tema. Dobbiamo però tenere presente che il modo migliore di insegnare qualcosa ai bambini è dare il buon esempio: è così che imparano la maggior parte delle cose. Certamente non possiamo pensare di non farlo e pretendere che loro siano migliori di noi, non funziona così. La responsabilità è soprattutto nostra».

Come sei arrivata al mondo dei più piccoli?

«Ho iniziato a lavorare ad 8 anni nel mondo della televisione e del cinema, solo a 22 sono approdata su Rai Ragazzi, da lì è stato un percorso intenso e formativo che mi ha portata qui, a maneggiare questa materia meglio di qualsiasi altra cosa».

Cosa ti insegna l'interagire con loro?

«La mia parte bimba rimane sempre attiva, ho la capacità di stupirmi ed emozionarmi costantemente, cosa che solo i bambini sanno fare. Sono il motore che mi spinge a creare sempre cose nuove, diverse. Mi impongono di rimanere al passo con loro, facendo sempre estrema attenzione a tutto, dalle parole, ai gesti, ai messaggi».

Quale è il sogno di Simone? E dei bambini?

«Simone vuole solo trovare il suo posto nel mondo, infatti quando acquisisce le giuste consapevolezze grazie agli strumenti, diretti ed indiretti, che il mondo gli fornisce, lo trova. Per i bambini è la stessa cosa, e dobbiamo sostenerli in tutto il loro percorso».

Cosa chiedono i bambini ai loro genitori?

«Non posso parlare a nome di tutti i bambini, per esperienza posso però supporre che vogliano solo essere una priorità e hanno bisogno di essere tutelati e direzionati nel rispetto dei loro sogni e delle loro inclinazioni. I bimbi devono sognare e noi abbiamo il dovere di aiutarli nelle nostre possibilità».

Cosa è per loro la convivenza?

«Il termine convivenza non esiste per i bimbi, esiste la “casa”, la famiglia ed è la cosa più importante che c’è, per tutti».

Come trascorrerai il Natale?

«Passerò le feste a Roma e ne sono molto felice, visto che l’anno scorso, causa Covid, sono stata sempre a Milano… Anche se in questo momento non ho ancora fatto i regali e, più che su di me, sono focalizzata sui bambini, sulle famiglie e sulle varie tappe in giro per l’Italia per la promozione del libro e del disco».

IL SOGNO DI SIMONE

di Carolina Benvenga; Ma Pe (illustrazioni)

Edizioni Paoline

pp. 32 – euro 9,00

Età consigliata: 5-7 anni


CAROLINA BENVENGA

Carolina Benvenga, attrice, conduttrice televisiva e cantante, volto noto di Rai Ragazzi e molto seguita dai bambini anche sui social, firma il nuovo titolo della collana “Storie di cuore”, con l’obiettivo di sensibilizzare i piccoli lettori (5-7 anni) su temi importanti come la cittadinanza attiva, le regole di convivenza e il loro rispetto, i limiti della libertà, il riciclo.

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