• Angela Iantosca

Eleonora Pedron: "L'ho fatto per te"

Le apparenze. Il pregiudizio. Sono la nostra malattia. Il presuppore di conoscere gli altri, le loro vite, basandoci su un sorriso, un abito firmato, un contesto. Ma la vita non è nell’apparire. È nelle sue pieghe, è nel non detto che a volte si disvela perché chi ne è protagonista decide di non nascondersi più, di raccontare, di mettere la propria vita al servizio degli altri. Come ha fatto Eleonora Pedron con “L’ho fatto per te. Solo chi ami può riportare la luce nella tua vita” (Giunti).



«È stata una casualità scrivere questo libro. Mi sarebbe sempre piaciuto farlo poi è arrivata un’opportunità. Quando mi è stato proposto da chi conosceva la mia storia, prima ci ho pensato. Non ho detto subito sì. Perché dovevo parlare della mia vita e non solo della mia, ma di quella della mia famiglia. Dopo essermi confrontata con loro e aver sentito il loro totale appoggio, ho accettato. Tra l’altro scrivere è catartico. Credo che le terapie migliori psicologiche siano lo sport e la scrittura. Lo sport ti fa buttare fuori un po’ di cose. La scrittura ti aiuta quando le rileggi. Un conto è raccontarle a voce. Un conto è metterlo nero su bianco e rileggerlo: quando lo rileggi c’è una sensazione stranissima, sembra di guardare un film e invece sei tu!».

Quando avevi 9 anni hai perso tua sorella in un incidente stradale. E lo stesso è accaduto anni dopo a tuo papà. Come si trasforma un dolore in un punto di forza?

«In realtà io non ho fatto nulla: io la forza me la sono ritrovata improvvisamente dentro di me. Non mi sono sforzata. È stato naturale. Sicuramente sono stata aiutata dal mio carattere, perché sono sempre stata molto solare e piena di energia. Comunque io dovevo reagire in quel modo soprattutto per dare forza a chi mi stava vicino. Non potevo crollare anche io».

Oggi chi sei?

«Oggi mi sento molto mamma. Sento che la mia forza sono i miei figli. Poi certo mi sento anche stilista, infatti sto realizzando una linea di anelli e di scarpe, mi sento studentessa perché mi sono iscritta alla Facoltà di Psicologia, mi sento presentatrice perché conduco un programma su La7. Ma principalmente mamma».


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