• Angela Iantosca

Meno like e più verità

Lo sappiamo, la rete è il regno dell'ipocrisia, è la vetrina della partecipazione emotiva alle vite degli altri, ma che spesso non si traduce in azioni concrete.

I like sotto i post spesso sono dettati da un rapido sguardo alla foto postata, ma quasi mai al contenuto. Per questo funzionano le foto e non i concetti. Non di rado, infatti, capita di parlare con persone che hanno messo un bel pollice recto sotto una foto e rendersi conto che non sanno minimamente a cosa hanno messo like...

Ma anche questo si sa: i rapporti, ormai, hanno la stessa profondità e attenzione che vengono dedicate ad una storia di Instagram.

Allora fermiamoci e torniamo alla comunicazione reale. Torniamo a parlare. A chiedere alle persone "come stai?", ma davvero. I commenti sotto le foto non possono essere sostitutivi di una telefonata, di un messaggio privato. Non è lì la verità.

Mi ha sempre molto colpito una cosa che mi dicono i ragazzi in percorso nelle comunità di recupero: "La cosa più difficile è il rispondere a il "come stai?" che le persone continuano a domandarti quando entri". Perché? Perché non un 'come stai?' di circostanza, non quello social, non quello superficiale che spesso ci viene rivolto nelle corse del vivere quotidiano, ma quello vero, lontano da telecamere, visibilità. da rappresentazioni sceniche, da like sparsi ovunque pur di esserci, per paura di non esserci.

Ecco, allora, meno like per favore e più verità.



6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti